Da ragazzina amavo gli uomini più grandi di me. Almeno 10 anni in più, pensavo fossero rassicuranti, protettivi. Poi ho avuto la fase cougar, almeno 7 anni di meno. E poi ho incontrato lui: un mese e una settimana meno, attitudine da maschio Alfa. E mi sono arresa. Ho pensato, da subito, che il fatto di capire le battute sul Carosello, la complicità linguistica, le canzoni vissute nello stesso periodo, fossero un bel valore aggiunto. Un maschio Alfa, però, non ti lascia mai completamente tranquilla, pensavo. La sua bacheca di facebook sembra il festival della sciampista: c’è quella che appena scrive “a” mette mi piace, quella che gli ricorda le cene fatte insieme, quella che ammicca ad ogni foto… L’altra sera la mia amica Chiara mi ha mandato un messaggio dicendo “ma la tizia che vive sulla bacheca del tuo fidanzato… non diciamo niente?” Ho dovuto rispondere con un laconico “Quale?”. Dovessi fare un censimento impiegherei più tempo di un magazziniere Ikea alla ricerca delle brugole dei Pax.Ma mentre filosofeggiavo con Chiara di società, rapporti sentimentali et similia mi è venuto in mente un episodio. Il maschio Alfa e io ci frequentavamo da poco quando lui era partito per una vacanza in montagna. Un pomeriggio mi chiama e con voce entusiasta mi dice “amore! Non puoi capire cosa ho trovato qui!” Ecco, ho pensato, ci siamo. Avrà trovato la solita sciacqualattughe pronta a farlo sentire l’Alberto Tomba versione 2.0. “No amore, cosa?” Ho risposto fingendo indifferenza. “Ci sono delle ferramenta pazzesche! Negozietti minuscoli che hanno più cose di Leroy Merlin!”. Mi sono seduta. Leroy Merlin, certo. Perché, a pensarci bene, il sopracitato maschio Alfa ha una passione viscerale per Leroy Merlin. Meno male che non ha ancora scoperto Foursquare, altrimenti sarebbe Major di tutti i punti vendita del nord Italia. “ Ho fatto anche delle foto, le vuoi vedere?”. Avrei dovuto cominciare a capire. Sono passati i mesi, e la comunicazione è diventata più fluida. Fluida, ho detto, non semplice. Io mi aspettavo – temevo – che Mr Alfa fosse lo stereotipo del viveur del XXI secolo; in realtà è McGyver. In tutto e per tutto, gli manca solo il tupè (o toupet, il parrucchino insomma) biondo dell’attore. Piccolo inventore, felice solo quando è in mezzo ai guai e riesce ad uscirne, solidamente radicato negli anni 80. Tanto che se provo a parlargli di quotidianità femminile, mi devo armare di santa pazienza e di un dizionario anni80/MrAlfa. Una mattina gli dico: “Amore, Sati Bibò ha delle clutch in pitone che sono una meraviglia, tutte fatte a mano bla bla bla” Risposta? “Che meraviglia amore! Ma cosa sono le clutch?” Uhm. Provo a spiegare. “Sai quelle borsine che si portano in man….” “Ah!” mi interrompe fiero “le pochette!”. Ok. Calma. Cambio discorso. “Sai che ho visto un paio di leggings troppo carini…” “Leggings?” Domanda “Tipo le calze che metti con i maglioni lunghi?”. Ecco, ci risiamo. “No, amore, le calze hanno i piedi, i leggings sono tagliati alla cavigl…” “Ho capito!” Interrompe di nuovo. (Ma perché gli uomini devono sempre tagliare corto? Avevo altri 20 minuti di spiegazione da snocciolare!) “I fuseaux!”. Signore, piovimi la pazienza. “Sai, fuseaux è un termine desueto. Ora si chiamano leggings” “Si si, fai pure” ri-taglia corto “anche se cambi il nome la sostanza rimane: sono fuseaux”. Calma. Ce la puoi fare. Calma. Trovato! So come fregarlo! Gli parlo di politica…. “Ma hai visto l’intervista post elettorale a Berlusconi?” “Pazzesco!” risponde. Fiuuu, sono salva. Terreno fertile, non devo più annaspare come un pesce rosso nel lavandino quando ti cade dalla vaschetta. “Ma hai visto com’è conciato? Sembrava un omino Playmobil, tutto tirato e con un sacco di terra in faccia!”  Adesso basta. La terra no! “Si chiama blush, amore..” “Come si chiama? No no, ti sbagli. Quella era terra. Sai quella che usate voi per sembrare abbronzate? Ecco, quella. La terra”. Mi arrendo. Lo invito a fermarsi in Autogrill e mangiare un Camogli che è l’ora giusta. Io nel frattempo chiamo a raccolta le amiche PR e chiedo supporto: scriverò un dizionario che mi permetta di tradurre l’italiano degli anni 80 e riportarlo ai giorni nostri per tutti i MrAlfa in circolazione. In vendita esclusiva da Leroy Merlin, ça va sans dire.

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