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Mi ero ripromessa di non scrivere subito un altro post sul Maschio Alfa. Ho un sacco di cose da raccontare di cui non ho ancora parlato: non vi ho detto di Irene e la sua Gioielleria Vintage, del mio punto di vista sulla chirurgia estetica e delle lunghe chiacchierate con il mio amico dott. Umberto Napoli e un sacco di altri argomenti che mi girano per la testa. Il problema di quando scrivi per passione è che non puoi decidere tu. Un argomento ti si infila in testa, brontola nello stomaco e fa solletico nella pancia e fino a quando non lo fai uscire e diventare un pezzo non sta zitto. Quindi, di nuovo, questo post tratta di Maschi Alfa. Cambierò la mia bio: bionda naturale, PR, fidanzata con un Maschio Alfa, orgogliosamente choosy.

Ma torniamo a noi.

Il post precedente ha scatenato centinaia di reazioni (a proposito, grazie a tutti!). Tra le tante, ha iniziato a creare il ‘mito’ del maschio Alfa. Dopo aver letto le 50 sfumature dell’arcobaleno, la maggior parte delle donne single ha cominciato a sognare un uomo ideale simile a Robocop. Lo immaginano forte, deciso, protettivo, fedele, onesto, simpatico, ricco e intelligente. L’uomo Denim, per intenderci. E non dico che non lo sia, o che non ce ne siano, ma nessuno di questi è il tratto distintivo, secondo me. Il tratto distintivo del Maschio Alfa è la spiegazione del perché esistano le istruzioni. Non si finisce mai di imparare, cita il titolo di questo post. Infatti: oggi ho capito perché ci siano le istruzioni. Ma non di tutto, ricordiamoci. Principalmente dei prodotti nati per lavori ‘maschili’. Oggigiorno ci sono le istruzioni anche delle sottilette, ma in origine no. Se ci pensate, quando andate a comprare una rocchetta di filo non vi allegano le istruzioni. La comprate e la usate per cucire, come vi hanno insegnato le vostre mamme e come voi insegnerete alle vostre figlie. Guardate invece i prodotti maschili: almeno una pagina di istruzioni per qualsiasi cosa. Tutto. Da Leroy Merlin le istruzioni sono accanto alle targhette del prezzo, tanto per dire. Provate ad andare da Jimmy Choo e ditemi se ne avete mai vista una. Ma fa niente. “Loro” hanno bisogno di sapere chiaramente cosa fare. Ed è per questo che non ci capiamo, mi sa (e mi sa anche bene; ci sono fior di libri che hanno fatto diventare gli autori multimilionari). Ieri pomeriggio squilla il telefono. La suoneria è sua, solo per lui. Non potevo avere dubbi: era il mio Maschio Alfa. Prima di rispondere ho sorriso pensando a quando quella suoneria mi faceva fare ‘glup’ al primo squillo. Adesso subito dopo il glup mi chiedo: cos’avrà combinato stavolta? Rispondo. “Ciao Amore!!!” Di nuovo quel tono. Felice come un bambino. Il pensiero va a sua mamma. Quella Santa Donna avrà passato una vita d’inferno con un mini Maschio Alfa che tornava a casa felice ad ogni scoperta. Me lo immagino da piccolo, chiuso da qualche parte a smontare ogni macchinina, bicicletta, motorino o motore che gli capitasse a tiro per poi tornare a casa felice e vincente, magari con un bullone d’avanzo in tasca, ma le tasche sono amiche omertose: non ti svergognano mai. O almeno così pensano loro, i Maschi Alfa. Il suo “Amore?” mi riporta all’ordine. “Scusa amore, stavo smacchiando un ghepardo. Dicevi?” “ Oggi sono andato in caserma a fare una denuncia. Sai per quella cosa che… bla bla bla” e comincia il racconto del pomeriggio. Guardo le tende da lavare, i vetri che una settimana tirano ancora, controllo la lavatrice e… zac! Una frase attira la mia attenzione. “Insomma, hai capito? Le forze dell’ordine sono veramente avanti! Ho il suo numero per ogni evenienza!” “Il numero di chi, amore?” “ Di Marcello, no? Mi ha dato entrambi: quello di servizio e quello personale. Su quello di servizio posso mandargli SMS a qualsiasi ora, su quello personale posso anche whattsappare! Pensa a come sono ligi al dovere questi ragazzi!” Ok, ci siamo. Questo un giorno o l’altro mi manda in analisi, lo so. Come glielo dico? Facciamo così, dritti al punto. Che la lavatrice è da stendere. “Amore, era gay e ci stava provando” Attimo di silenzio. “Dici?” “Dico.” “Ma mica mi ha detto niente di strano”. Eccolo lì. Le istruzioni. Perché, dovete sapere, il Maschio Alfa e io abbiamo un sacco di amici gay. Proprio tanti. Lo adorano tutti, e lui adora loro. Chiacchierano ore, dà loro consigli amorosi, si fanno battute di ogni tipo e se qualcuno prova a denigrarli reagisce come un leone e si fa scudo per proteggerli. Ma sono gay da quando li conosce. Nel senso, quando glieli ho presentati gli ho detto “Amore, stasera ceniamo con a, b, c, gli amici gay di cui ti ho parlato.” Lo sapeva dall’inizio e non gli importa nulla. C’era il foglietto di istruzioni. Ma uno che non te lo dice e poi ti chiede cosa fai la sera, ti da il suo numero di telefono e con fare ammiccante (scopriremo poi) ti chiede di chiamarlo no, non può essere gay. Non l’ha detto…. Mi torna di nuovo in mente la Santa Donna. Da bambino secondo me avrà impiegato un semestre a spiegargli che le donne che perdono i bambini non sono delle cretine che non ricordano dove li hanno visti l’ultima volta, che i ladri non sono riconoscibili per via della mascherina come quella della Banda Bassotti e via andare. E, mentalmente, dò ragione al mio Maschio Alfa. Quando mi dice che lui è un uomo e che se voglio qualcosa glielo devo dire, ha ragione. E’ inutile rispondere ‘niente’ quando mi chiede ‘cos’hai?’ perché mi aspetto che lo capisca: glielo-devo-dire. Il foglietto delle istruzioni, per l’appunto.

 

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