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Ve lo ricordate Marco Munari, il flower designer & wedding planner di matrimoni unconventional? (lo so, stasera sono molto americaneggiante. Troppo. Chiedo venia) Vi ho parlato di lui qualche post fa. Bene, dalla sera in cui ci siamo incontrati la nostra conoscenza è andata avanti tra messaggi, telefonate, condivisioni. Insomma, stiamo percorrendo la strada classica che porta due persone dall’essere conoscenti al diventare amici, e ci sta venendo bene. La settimana scorsa Marco mi chiama per raccontarmi di aver conosciuto uno stilista, Simone Marulli, che disegna abiti molto carini che mi piacerebbero molto, sta per presentare una sua linea sposa e sarebbe interessante che ci conoscessimo. Mi fido, e chiamo Simone. Il giorno dopo sono da lui.

Appena entro nel suo showroom a due passi dalla stazione centrale mi rendo conto che il clima è piacevolissimo: in un loft dallo stile newyorkese Simone disegna e cuce abiti su misura (ha una sartoria all’interno, come una volta! Una favola), riceve le clienti e accoglie me con un sorriso. Mi avvicino e in fondo alla location vedo una ragazza alta, magra e bella che mi accoglie con un ‘buongiorno’ e un sorriso che mi danno una sensazione di allegria.  Essendo miope come una talpa non vedo bene il viso ed essendo sempre più nel mio mondo che in quello comune, non presto nemmeno più di tanto attenzione al viso. Ma la sensazione che trasmette, quella sì mi colpisce. Bevo il caffè con Simone mentre Margherita, questo il suo nome, interrompe allegramente ogni 2 minuti la conversazione con richieste di pareri, condivisioni, pensieri in libertà. Scopro che sta prendendo in prestito un abito da Simone, il suo amico stilista (credo siano amici d’infanzia) per una cena che avrà quella sera, che sta per andare dal parrucchiere, che non sa che borsa mettere ecc. ecc. Nel mentre, chiama un po’ di persone, racconta aneddoti, riempie gli spazi. Prima di andare, scopro che ha fatto il GF. Esatto, lui. Il Grande Fratello. Chi mi conosce, anche solo superficialmente, sa che per me il GF appartiene alla categoria ‘orrore & disgusto’. Preferisco leggere per la quarantesima volta Anna Karenina, studiare un nuovo capitolo della Torah, informarmi sullo stato di salute della tigre bianca del Bengala piuttosto che guardare il Grande Fratello. Già non guardo la televisione di mio, ma anche quando succede il GF no, proprio no. Torno a casa e racconto l’episodio al Maschio Alfa, perché l’atteggiamento solare di quella ragazza mi aveva proprio contagiata, e scopro un po’ di cose su ‘Marghe’: era nell’ultima edizione del GF, ha avuto una storia con uno zotico che ha cercato a lungo di alfabetizzare, è stata pubblicamente tradita, ha pianto, ha rialzato la testa, ha scoperto una persona che sino a quel momento non aveva notato e ci si è fidanzata. Mentre il Maschio Alfa continua con i suoi racconti, io mi chiedo: ma come fa a sapere sempre tutto? E soprattutto: il GF? Il Maschio Alfa guarda il GF??? Come riesce a conciliarlo con la politica, l’italiano forbito, i viaggi.. insomma, lui? Il mondo non smetterà mai di sorprendermi. Ma qui, si squarcia il velo (un altro, ho una vita piena di veli).

Margherita è una persona normalissima. Una buona proprietà di linguaggio, nessuna volgarità, nessun atteggiamento da sciampista, un’ottima educazione, un atteggiamento umile e un approccio semplice. In breve: una bella persona. Se ripenso ai racconti del Maschio Alfa mi figuro una ragazza con una bella famiglia alle spalle che ha scelto di vivere la vita. Ha rischiato, ha giocato, ha sofferto, ha riso: ha vissuto. E se n’è fregata della gente, delle chiacchiere, dei giudizi. Grande. Grandissima.

La domanda sorge spontanea: non avrò mica affrontato anche il mondo dello spettacolo con un filo di pregiudizio? Perché se è vero, e il mio amico Sergio Daricello me lo insegna quotidianamente, che il mondo della moda può riservare grandi sorprese e persone meravigliose come lui, rischia di essere vero anche il fatto che il mondo della televisione non è abitato solo da sciampiste. Forse ci sono anche persone che fanno il GF per divertirsi, perché hanno scelto di affrontare il mondo con allegria e ironia invece di prendersi sempre terribilmente sul serio; e forse ci sono PR snob sempre pronte a storcere il naso davanti a programmi di intrattenimento che farebbero bene a mettere da parte i formalismi e iniziare a prendere la vita più allegramente. Perché i pregiudizi fanno male a chi li ha, non a chi li subisce. Chi li subisce può fregarsene e continuare per la sua strada, chi li ha ci deve convivere. Almeno fino a quando non entra in un atelier e non si rende conto di aver sprecato anni a criticare una tipologia di persone che forse andavano guardate con un animo più leggero, per scoprire che ci sono sì gli zotici e le sciampiste, ma ci sono anche delle persone solari che possono rallegrarti la giornata e insegnarti qualcosa – tipo a stare al mondo, per dire -, più di quanto facciano quotidianamente i coltissimi e serissimi manager che si è soliti prediligere. Che se hai il coraggio di sorridere alla vita ti capitano un sacco di cose e se ti focalizzi su quelle belle poi sono sempre più frequenti; che una persona sbagliata non potrà mai spegnere un sorriso o cambiare l’attitudine a vivere la vita con l’energia positiva necessaria. Avrò mica sbagliato qualcosa? Se sì, non ditelo al Maschio Alfa. Non sopporterei un ‘ma io te l’avevo detto, amore’.

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