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Questa sera sono andata, per la prima volta, al Fashion Camp. Da buona zanzarina molesta, ho cercato di coinvolgere tutti: il Maschio Alfa in primis (che ha cercato per tre giorni di trovare una scusa per non venire, poi si è arreso), Sergio, Daniel, Otello, Elena… chiunque mi capitasse a tiro. All’ingresso siamo stati accolti dalle colonne portanti del fashion milanese: Francesca, Ivana, Andrea Tisci (bello il suo blog www.fashionancien.com, andate a darci un occhio) con la sua deliziosa amica Fanny, quella meraviglia di Emanuela Pirrè (vi ho detto che ha un nuovo blog? Consigliatissimo! www.aglitteringwoman.com) e altri amici sparsi.

Dato che la mia mamma mi ha insegnato che se non puoi dire niente di buono è meglio tacere, non vi parlerò del Fashion Camp.

Vi racconterò, di nuovo, quello che succede quando dismetti i panni della PR patinata e ti lasci trascinare dagli eventi.  Il Maschio Alfa ad un certo punto comincia a proporre una location diversa dove sia possibile mangiare qualcosa, e in una cosa tipo 5 picosecondi convince tutti noi ad andarcene. Direzione: Milano (il locale, non la città). Team: Maschio Alfa in testa seguito a ruota da Daniel (a volte sembrano fratelli), Sergio, Manu e io. Al quarto passo il Milano era già nel dimenticatoio, a 10 metri dall’uscita quella che sembrava una timida e squinternata proposta diventa la meta: Margy Burger, in piazza Santo Stefano. Per chi non è di Milano, o non ha fatto la Statale, o non so dove abbia vissuto sinora, Margy è uno di quei posti che… avete presente la Milanodabere? Ecco, l’esatto opposto. Entri e sembra di essere in un mix tra Oktoberfest, il chiosco davanti al Plastic (ex, sigh), la friggitoria di Gaetano o’ capacchione (così chiamato a causa di un’evidente macrocefalia)  e il ripostiglio delle scope di mia zia Mirella. Piccolo, lontano anni luce dal design dei locali di moda, fornitore dei panini alla salamella più buoni del pianeta. Morale: i fantastici 5 ordinano da mangiare. Tre salamelle complete (cipolla, peperoni, maionese) una senza cipolle (abbiate pazienza, non la digerisco!), un hamburger con bacon, tre porzioni di patatine, cinque birre. Alla fine del primo giro, ci concediamo il bis di panino e di birra, con buona pace della dieta. E così una PR, un architetto, uno stilista, una fashion something e un ingegnere informatico tornano 5 studenti universitari che dimenticano lo stile, la forma, la moda e tutto quello che non è vita vissuta, presente passata o futura. Chiacchiere, risate e ricordi del liceo fanno da apripista, per proseguire poi con canzoni di Fred Buscaglione modificate da Sergio per me, spot pubblicitari del 1970 riesumati dalla memoria storica del Maschio Alfa, scoperta esclusiva dell’elettricità wi-fi, battute incrociate maschicontrofemmine… insomma: una serata perfetta.

Perché, diciamocelo, la milanodabere esiste ancora. Basta la compagnia giusta e un panino con la salamella.

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