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Ci sono PR serie. Serissime. Specializzate nel lusso, la moda, la politica, la cultura. Conoscono tutto di quel mondo e sono voci autorevoli. Poi ci sono giornalisti altrettanto seri. Li contatti per un comunicato sul pantone rosa Piggy e loro con un’autorevolezza che non smetto di invidiare ti rispondono ‘grazie, ma io mi occupo solo di pantoni autoctoni con derivazione austro ungarica’.

E poi ci sono io.

Che, come dice la mia Amica Valentina, ogni tanto non so dove andare a fare l’uovo. Ho cose da dire o da fare ma non so mai da dove cominciare, dove mettermi, come muovermi. Mi agito – fisicamente! – come la gatta Camilla e giro per casa con il fare della casalinga più impegnata d’Italia senza spostare un granello di polvere, scrivo su ogni pezzo di carta che incontro, telefono, messaggio, mi stufo, metto giù, richiamo, rispondo, spengo il telefono, lo riaccendo, sbuffo se c’è un messaggio, sbuffo se non c’è un messaggio e poi: partorisco.

Sì perché le cose che faccio sono sempre più spesso frutto di un percorso interno a me sconosciuto. Ad un certo punto mi si materializza una cosa che devo fare in tempo zero, pena l’attorcigliamento dello stomaco. E non decido io come e quando, no no. Decide tutto l’Universo, come lo chiamo io. Quindi mi trovo in giornate come questa che devo contattare un giornalista per chiedergli uno spazio per parlare di musica classica, posto in bacheca la lettera della posta del cuore a cui ho risposto in un momento di cupidite acuta, preparo il countdown per Natale mica che qualcuno mi si distragga e perda l’attimo, pianifico l’intervista di martedì della Mela Rossa, scrivo a uno stilista per #MADinItaly e già che ci sono butto giù un paio di pensieri in libertà per Blondienella, che avanzavano giusto quei 5 minuti.

Miss Mills, la solita westie con cui condivido tempi e spazi, è crollata sul pavimento della cucina, già distrutta. Sono le 8.52, siamo sveglie da 3 ore. Anche lì, ma perché c’è gente che dorme 12 ore e gente che ne dorme 4 quando va bene? Ma soprattutto, perché faccio parte della seconda categoria?

Ma torniamo a noi. Se è vero che si scrivono le cose che vengono in mente, nella mia c’è un rave? No, un attimo. Ho appena detto che quando scrivo la testa non c’entra. E’ tutto di pancia. Quindi nella mia pancia c’è lo stesso ordine che si trova al porto di Napoli il 12 agosto davanti all’aliscafo per Ischia?

Quante domande…. Vado, ho un po’ da fare.

Buona giornata,

Blondienella

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