Sono anni che scappo a gambe levate dal “noi”. A me terrorizza. L’idea di essere conglobata in un unico nucleo cellulare, di diventare una monocellula identificata con un ‘noi’ a me mette l’ansia. Ma quella vera, mica è un modo di dire. Mi fa mancare l’aria, mi fa stare male. Ho una paura folle di perdere la mia identità. Di perdere indipendenza, equilibrio, stabilità. Di entrare in una storia dove smetti di essere quell’esserino meraviglioso e speciale che vedi allo specchio tutte le mattine per diventare una tizia uguale a mille altre che non ha più diritto ad essere corteggiata, ascoltata, coccolata, amata; di diventare una qualunque che non riesce più a scegliere un vestito da sola (posto che adesso per scegliere il tubino nero giusto mando 3 whattsapp, 5 foto, 8 messaggi e faccio 2 telefonate.
Poi decido da sola, ma il confronto è salutare.)

Comunque, sono diventata campionessa mondiale di fuga dalle emozioni. Anzi, quando vedo che qualcuno mi piaciucchia faccio di tutto per essere odiosa, così non devo nemmeno fare la fatica di scappare: ci pensa lui. Tutto ben organizzato, perfettamente strutturato, magnificamente organizzato. Tutto sotto controllo.

Almeno così pensavo fino a 10 minuti fa. Quando sono entrata dal tabaccaio e mi sono sentita chiedere
‘come mai da sola oggi?’ E ho instintivamente risposto ‘siamo già state a fare un giretto, adesso dormiva dopo la pappa e l’ho lasciata a casa’. Mi hanno chiesto di noi. Ho risposto di noi.

people are talking about weMa sono bionda, lo sappiamo. Quindi, arrivo tardi a capire le cose, e anche quando le capisco faccio casino. Perché l’unico ‘noi’ che non mi terrorizza non è con un uomo magnifico che mi adora e mi fa ridere e mi capisce e condivide valori, futuro, vita, pensieri parole opere e (o)missioni… No. E’ con una westie. Sì, giusto, lei. Un cane. Femmina, di razza white highland terrier. Miss Mills, la solita. Ho passato una vita a dire che oramai avevo scollinato ed ero passata da single a zitella, che era il mio destino, che io non ero tagliata per il noi. Ho convissuto, anche. Anni e anni, una vita. Dopo qualche tempo che ci eravamo lasciati, il santo uomo che mi aveva sopportata un giorno mi aveva detto ‘per te è facile, tu sei sempre stata single’ e io gli avevo risposto ‘guarda che abbiamo vissuto INSIEME per 15 anni’ ma lui aveva ribattuto ‘IO ho vissuto 15 anni con una single…’. A quel punto mi ero chiesta perché gli uomini in certi momenti non sappiano tacere e se proprio vogliono ferirti darti un bel pugno in faccia. Di quelli secchi, violenti. Così poi puoi sanguinare, farti medicare, chiamare tutte le amiche a raccolta. Se sei particolarmente cretina puoi anche farti un bel selfie e mettere la foto di te sanguinolenta su facebook e dire che sei stata picchiata dal bruto che pensavi fosse The One… insomma, puoi trovare solidarietà. Così no. Così devi stare zitta, se sei onesta sussurrare ‘scusa, io ci ho provato’ e tenerti la ferita chiusa dentro. Non cicatrizzano neanche quelle ferite, fanno male e basta. Perché tu mica volevi fare la single, eri convinta di essere stata bravissima. Invece no, la paura aveva vinto di nuovo. Quella roba del ‘noi’ era diventata protagonista. E dire che ne avevo anche parlato con la psicoterapeuta, quando ci ero stata per superare il lutto della morte di mia madre. Ma si sa, noi donne poi gli affari di cuore li infiliamo in ogni discorso. Anche gli uomini, a dire il vero, ma noi donne di più. Tipo ‘sai, ieri sera ho cucinato il polpettone’ e l’altra salta fuori e dice ‘ma ti ho detto che al mio amore il polpettone ricorda sua nonna?’ Che io mi chiedo spesso cosa diamine c’entri il polpettone con la nonna del tizio, ma ho anche smesso di contestare. Mi metto comoda e aspetto i 20 minuti di racconti del caso. Poi invento una riunione alle 2 di notte e saluto. Comunque, ne ho parlato con lei. Che non mi ha dato molte speranze, a dire il vero. Mi ha spiegato che fino a quando non supero la paura del ‘noi’ non riuscirò mai ad avere una storia vera.

E scrivendo mi rendo conto di una cosa: pensavodi fare un post sulla mia paura del ‘noi’, ma poi l’ho detto! L’ho superata, no? Fa niente che l’altro pezzo di ‘noi’ è una westie, giusto? Ce l’ho fatta. Go Biondina, Go! Supercampionessa di sentimenti ed emozioni.

Melman e Gloria

La strana coppia. Cosa ci si può aspettare da una Bionda?

Vado a scegliere il tubino nero di stasera. Se tanto mi da tanto, becco il Principe Azzurro.
Pronti con i telefonini? Stanno per partire whattsapp, messaggi, telefonate, foto. Così poi potrete dire ‘la sera che l’ha incontrato io l’ho aiutata a scegliere il tubino!’

Che mondo sarebbe senza le bionde?

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