Che a me piacciono le certezze. Non la routine, quella no. Mi annoio alla velocità del suono. Ma le certezze sì. Mi piace poter mettere un punto fermo e da lì costruire. Posso cambiare strada in ogni momento, l’ho fatto decine di volte, ma questo comporta il chiudere un capitolo e aprirne un altro.
Dopo la prima frase di questo post mi vengono in mente un po’ di persone che leggeranno:

i/le wannabe Sabrina (ciao a tutti/e, bentornati/e),
quelli che qualsiasi cosa io scriva sanno cosa sto dicendo perché mi conoscono (saluti anche alle vostre, di certezze),
quelli che qualsiasi cosa io scriva è riferito a loro (un saluto a voi e un grattino al vostro ego),
quelli che pensano che io parli sempre d’amore (una certezza così carina non provo nemmeno a sfiorarvela, adoro il vostro mondo in rosa!),
quelli che pensano che io sia sempre incazzata con qualcuno (avete ragione, vi consiglierei quindi di andare a leggere qualcun altro).

Per tutti quelli che leggono con l’idea che sto semplicemente condividendo un pensiero: buongiorno! Grazie di esserci ancora, non mollate mai.

Dicevamo: a me piacciono le persone che dicono A e fanno A. E se per caso fanno B, è solo ed esclusivamente per confermare A, e te lo comunicano. Lo condividono. Che son tutti bravi a dire ‘non ti fidi di me’, come se la fiducia fosse cieca e sorda. La fiducia è una cosa serissima. E’ un per sempre. Se mi fido di una persona, mi fido e basta. Quando diciamo a qualcuno ‘mi fido di te’, significa che la riteniamo onesta, corretta, leale, coerente, seria. E anche sensibile. Perché tradire la fiducia di qualcuno comporta una grande sofferenza, una destabilizzazione, con un chiarissimo “effetto farfalla”. Se io tradisco la tua fiducia tu non crederai alla prossima bionda che troverai sul cammino. Nel 93% dei casi farai bene, visto che sarà una bionda tinta. Ma se per botta di fortuna dovessi incontrare un’altra bionda naturale, lei pagherà le conseguenze del mio essere stata infame. Quindi la fiducia è un impegno verso la collettività tutta, non solo verso se stessi e un altro soggetto. 

Ma le banderuole (nel migliore dei casi) o gli infami (nel peggiore) si incontrano ad ogni passo.

Che fare, quindi?

  1. Non fidarsi di nessuno, mai. (opzione caldamente consigliata da chi vi scrive)
  2. Fidarsi di tutti e mettere in conto che si può essere traditi (opzione dei prodi)
  3. Andare coi piedi di piombo e concedere la fiducia solo dopo un periodo di studio (stamattina ho letto che ci sono dei nuovi animali che vengono portati al guinzaglio e fungono da animali di compagnia come i cani. Solo che non sono cani, sono topi. Occhio, i topi di fogna si camuffano benissimo. )
  4. Ditemi voi, che a me non viene in mente altro

Detto ciò, che fare? Non lo so. Nessunissima idea. Ho sperato di trovare una soluzione scrivendo ma stavolta non ha funzionato. Voi fate pure come volete. Io ci medito ancora un po’.

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