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Niente, stanotte proprio di dormire non se ne parla. Visto che il sonno ha deciso che il percorso della reincarnazione lo fa al contrario, è passato direttamente alla forma di vita precedente e si è impossessato del corpo della mia westie, che dorme praticamente 22 ore al giorno. Le altre 2 le passa giocando con la palla. E a tal proposito aprirei una parentesi, che lo so che per voi non è una parentesi perché non sapete di cosa sto per parlare, ma per me lo è. La parentesi, dicevamo. Ho pensato di scrivere un post sull’invidia; che non è questo, ovviamente. Però parlando di Miss Mills (la sopracitata westie) mi è venuto in mente che non è vero che io non sono invidiosa, e non è vero che non sono una wannabe. Sono invidiosissima e sono una wannabe Missy. Perché dicono tutti ‘vita da cani’, ma io farei cambio in questo preciso istante. Mangia, dorme, gioca; non ha un solo pensiero o una preoccupazione. Oddio, non fa mai sesso. Ecco, questo è un buon punto su cui riflettere. Chiudiamo la parentesi, ci penseremo un’altra volta.

La meditazione notturna, in realtà, mi è arrivata un picosecondo fa, quando ho salutato la mia amica Lele, altra insonne, con la quale stavo chattando (l’Universo benedica le amiche insonni che ti fanno sentire meno sola) e lei mi ha risposto ‘ti voglio bene’.

Mi si è aperto un mondo. O un post, che in questo momento equivale.

ti-voglio-bene

Qualche mese fa la mia amica Marghe mi ha fatto notare che io concludo sempre le nostre conversazioni dicendole ‘ciao Amichetta, ti voglio bene’, ed è una cosa che a lei piace un sacco perché è strano che io lo dica. Non so perché sia strano, ma non mi soffermerei su questo punto. Piuttosto, approfondirei il fatto che lei lo abbia notato.

tivogliobene28E’ un piccolo segreto che ho nel cuore, che mi porto dietro da anni. Ad un certo punto mia mamma stava per andarsene per sempre. E’ pazzesco, lo capisci. Sei lì, le tieni la mano, succede qualcosa e tu capisci che è una questione di minuti, secondi. Avrei voluto dirle ‘ciao mamma, ti voglio bene.’ Non l’ho fatto. Ricordo di aver pensato ‘se le dico “ti voglio bene” capisce che sta andando via. Non voglio spaventarla’ Non gliel’ho detto. Ho detto semplicemente ‘ciao mamma, fai buon viaggio’. Non le ho detto ti voglio bene. Lo sapeva, lo so. Ma non gliel’ho detto. Per sto porca miseria di modo che ho di non dire quello che provo.

Tanto la gente lo sa. Certo, lo sa. Ma sentirselo dire dev’essere un’altra cosa. Comunque, non lo dico proprio tantissimo. Ma questa cosa mi è rimasta dentro. Non so perché ho cominciato a dirlo alla fine di ogni telefonata a Marghe, ma quando lei me lo ha fatto notare mi è tornato tutto in mente. E mi sono resa conto di quanto sia importante l’ultima cosa che dici ad una persona. Hanno tutti la cosa della prima impressione. Carina, sì. Nulla da dire. Ma l’ultima? E’ più importante, l’ultima. E’ quella che ti porti dietro fino alla volta successiva, potendola avere. Ma se non ce l’hai, te la porti dietro per sempre. Probabilmente è questo il motivo per cui ogni notte io e la mia migliore amica ci scriviamo ‘a domani’, seguito da un cuore.

a domani

‘A domani’ è un’altra di quelle cose che mi piace tantissimo. E’ una promessa. ‘A domani’ significa io domani sarò ancora qui, ti vorrò ancora bene, sarò ancora la tua migliore amica. E’ avvolgente, rassicurante. Puoi andare in cima al mondo, se la tua migliore amica ti ha detto ‘a domani’; non sarai mai sola. Ma ‘ti voglio bene’, così, all’improvviso, non me l’aveva mai detto nessuno. Mai. Le amiche te lo dicono quando hai fatto una chiacchierata più intima del solito, quando sei giù, quando c’è qualcosa di speciale. Ma non mi era mai capitato di dire ‘ciao Lele, vado a letto e vedo se riesco a dormire un po’ ‘ e sentirmi dire in risposta ‘ti voglio bene’. E’ proprio figo. Mi ha fatto rendere conto che sono tornata indietro, tranne qualche rara eccezione, e non ricordo mai alle mie persone speciali quanto le ami. Tanto lo sanno, saranno mica ritardate che devo ripetere ogni due secondi la stessa roba? Ecco, a me se ogni due secondi dovessero dire ‘ciao biondina, ti voglio bene’ piacerebbe un casino. Quindi forse lo userò più spesso. Ma se a me piace sentirmelo dire forse dovrebbero usarlo più spesso gli altri, anche. E se poi diventa un’abitudine e poi lo estendo e saluto tutti dicendo loro quello che provo? Dubito che sarebbe carino dire, ‘ciao, a domani. Ti ritengo un minus habens.’ Perché mica voglio bene a tutti, non sono Heidi. Lo sapevo, sono andata in loop. Una di quelle meditazioni che mi portano in un labirinto. Chiudiamola così: se state leggendo questo post, rendete fruttuoso il tempo che avete impegnato: dite sempre ‘ti voglio bene’ alla fine delle conversazioni, se lo pensate. O ‘ti amo’ o ‘sono felice di aver parlato con te’. Ma non trattenetevi per pudore, che ogni lasciata è persa.

ti voglio bene ti amo

Su come salutare quelli che non sopportate, lascio libero arbitrio. Ma quanto sarebbe bello un giorno passare 24 ore a dire ‘ciao, grazie di avermi chiamata. Ti ho mai detto che rispondo una volta su 10 perché sei un logorroico insopportabile?’ oppure ‘ciao, grazie di aver chiamato. La prossima volta manda una mail, che non mi piace chiacchierare con te’ o anche ‘ciao, ma davvero la gente ti trova interessante? Per me dici un cumulo di sciocchezze’

Insomma, perché non si può dire sempre quello che si pensa?

Grazie di avermi letta. Dopo questo post, cortesemente, evitate i commenti con i saluti seguiti da quello che pensate realmente. Abbiate pietà, sono bionda naturale.

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