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Sono le nove. Scrivo il pezzo per domani, chiudo le rubriche, passo la staffetta al direttore, mi doccio e vado alla festa. Per mezzanotte dovrei riuscire ad essere fuori, mezzanotte e mezza ci sono. Whattsapp ‘biondina come sei messa? A che ora ti palesi?’ ‘Un’oretta e arrivo.

Falsa come i capelli della Barbie, ma tanto i miei amici lo sanno che sono sempre in ritardo. Se avessi detto la verità sarebbero iniziate le menate ‘è tardi, domani si lavora, non puoi sempre arrivare a notte fonda, bla bla bla’. Un’oretta funziona sempre. Alle 10 dirò che sto chiudendo il pezzo, alle 11 che sto passando la staffetta, a mezzanotte che sono pronta. Fa niente se mi sto ancora asciugando i capelli, dieci minuti in più non faranno la differenza.

I capelli! Non posso lavarli, domani ho l’appuntamento dal parrucchiere per i colpi di sole, non posso averli lavati 9 ore prima. Odio uscire senza avere lavato i capelli. Faccio lo chignon. Certo, che con gli shorts e i bikers c’entra come i cavoli a merenda. Metto un tubino. Che con la festa c’entra come la marmellata col formaggio. No, quella c’entra. Ok, il tubino no.

party

Che palle, i capelli. Nel frattempo whattsapp sembra la corale del duomo la notte di Natale, ma cos’hanno tutti da scrivere stasera? La mia amica, di nuovo. ‘Oretta oretta o al solito arrivi a mezzanotte?’ Ma se lo sai, cosa me lo chiedi a fare? ‘No, tranquilla. Un’oretta, due al massimo e ci sono’ E nel frattempo è passata mezz’ora, e io non ho ancora idea di cosa scrivere sul pezzo di domani. A me sta roba del pezzo quotidiano stressa, ve lo dico. Non è che si possa sempre avere idea di cosa dire di nuovo. Magari lo stesso argomento di attualità una se lo porta dietro un paio di giorni, posso sfornare opinioni come se fossi una slot machine? Anzi, ecco. Sono una slot machine. Quelle mica fanno ‘dlin dlin dlin’ ogni piè sospinto, hanno i loro tempi per dire la loro. Anche io. Altro messaggio. Mio nipote. ‘Ciao zia, sai che cambio lavoro? Divento operation manager per la xxxxxx’ PA-NI-CO. Ope che? ‘figo! Hanno un management bello giovane da voi…’ ‘Zia, avrei anche 27 anni….’ Ventisette? VENTISETTE? E quando li ha tirati fuori gli ultimi 10? Io dov’ero? Come ho fatto a non accorgermene? Santo whattsapp, pensaci tu. Ci vuole la mia migliore amica. ‘Amole, scusa, dove sono finiti gli ultimi 10 anni?’ ‘Tuoi?’ ‘No, quelli di Papa Francesco’ ‘E’ stato in Argentina ad occup…’ Non finisco nemmeno di leggere. Scoppio a ridere, adoro il nostro modo di prenderci costantemente in giro. ‘Ok, i miei’ ‘Dunque… come vuoi che te li descriva? A feste? Viaggi? Letture? Studi?’ Rimango attonita. Feste? Ma se sono sempre in casa! Viaggi? Sono diventata più stanziale di un parlamentare italiano! Letture? Sono monotona anche in questo, leggo sempre le stesse cose! Studi… non ne parliamo. Negli ultimi 10 anni, poi… Insomma, sono un’incompresa.

a little party

Che succede Amole?’ mi chiede la santa donna, avendo compreso la gravità della domanda. ‘No, è che mio nipote ha 27 anni…’ ‘Da 5 mesi, ad occhio e croce’ ‘Ah, tu lo sapevi’Certo, me lo hai detto tu il giorno del suo compleanno. Insomma, qual è il problema?’ ‘Stavo andando a una festa e ho pensato che potrei trovarmelo lì. Cioè, forse un giorno potrei incontrarlo. Sai com’è, alle feste magari sei lì che balli, ridi… hai capito, vero?’ ‘Si Amole, ho capito. Quindi?’ ‘Quindi forse è troppo giovane per andare a ste feste!’ ‘Uhm.. okay. Cosa ti metti?’ ‘Ecco, questo è un altro problema. Che con questi capelli devo fare lo chignon…’ ‘E il tubino nero a una festa in discoteca proprio no!’ ‘Appunto!’ Siamo noi, di nuovo. Ora, com’è possibile che una biondina con la sindrome di Peter Pan sia diventata zia di un ventisettenne? A proposito, quei simpaticissimi post che dicono di buttare giù dalla finestra quelli con la sindrome da Peter Pan portateli con voi a Villa Arzilla, che è una delle sindromi più sane del pianeta. Rosiconi.

don't grow up

Ma torniamo a noi. Mio nipote è cresciuto e io sono in regressione. Come la mettiamo? Che c’è quella fase in cui le età si incrociano. Ad un certo punto arriverà a quell’età in cui la gente la smette di andare a fare serata, no? Così non correrò più rischi. Ma nel frattempo, che faccio? La mia amica incalza ‘Biondina, ti muovi?’ Calma e sangue freddo. E’ passata un’ora e mezza, io non ho idea di cosa scrivere, ho movimentato tutta l’agenda di whattsapp per risolvere il quesito nipote/cosamimetto e non posso lavare i capelli. L’Universo mi dice di stare a casa, lo so. Mi chiudo in casa per tutte le feste di Natale, poi sti ragazzini torneranno a fare orari umani e io potrò ricominciare ad uscire, no?

No. Piano B. Mi vesto e esco. Al pezzo di domani penso al rientro. Tanto giuro che alle 3, massimo alle 4 torno a casa. Uhm… No, aspetta. Scrivo il pezzo e esco. Siamo al punto di partenza. Ma di cosa parlo? Sono le dieci e mezza. Alle undici e mezza ho chiuso il giornale…

Ci rinuncio. Ma quando decidete di non fare figli, siate saggi. Decidete anche di non fare nipoti.

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