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Le fasi meditative e le situazioni neutre

Ogni tanto inizio delle fasi meditative, meglio conosciute come pippe mentali, e mi ritrovo a pensare che degli eventi sono negativi, o che ho delle botte di sfiga cosmica, o che è un segnale dell’Universo che devo/non devo fare qualcosa.

La mia fase meditativa di stasera è la svolta dell’anno: mi ha portato a pensare che le cose non proprio piacevolissime della vita potrebbero non essere sfiga. Ma nemmeno fortuna. In breve, potrebbero essere neutre, in attesa di giudizio.

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La parola ‘crisi’ è il new black.

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La prossima volta che sento pronunciare la parola ‘crisi’ faccio concorrenza sleale a Jason Statham. Giuro, divento la sterminatrice bionda.

Perché poi una ci crede, e si organizza di conseguenza. Dato che, come sappiamo, non sono esattamente la persona più socievole del mondo, odio le vacanze ad agosto. Anche a dicembre, nel periodo natalizio. Insomma, faccio l’impossibile per non andare in vacanza quando ci vanno gli altri. L’idea di andare in posti super affollati, con un servizio pessimo, costi triplicati e l’obbligo di rilassarsi e divertirsi mi mette ansia. Il rito barbino che va da maggio a ottobre del ‘dove vai in vacanza?’ e ‘dove sei stato in vacanza?’, poi, mi fa venire l’orticaria. Mi viene ogni volta da rispondere ‘ma chettefrega?’ Continua a leggere

Blondienella & Friends – atto secondo: Roberto Mambretti

Quando entra non sai mai cosa aspettarti. Tu apri e ridi, così ti porti avanti. Lui è sempre trafelato, accaldato, con qualcosa da dire. Ancor prima di entrare, sull’ultimo gradino, sta dicendo qualcosa. Io magari sto una favola, sono carinissima e mi sono truccata con cura, lui mi guarda e dice ‘ti ha truccato Lady Gaga, per caso?’ e capisci che il blush non è sfumato perfettamente. Ma ha già cambiato argomento, e tendenzialmente si sta lamentando del caldo. Che sia il 15 di agosto o il 3 di dicembre lui entra dicendo ‘Che caldo carina, se tu sapessi. Ma è la menopausa o senti anche tu questo caldo?’

Chi lo conosce sa benissimo di chi sto parlando: Roberto Mambretti. Continua a leggere

Blondienella & Friends – Parte prima

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Da quando ero una bambina piccola ho sempre sentito dire ‘chi si somiglia si piglia’, ma non ho mai capito proprio bene cosa si intendesse. Un giorno, in uno dei momenti meditativi profondi della mia esistenza, mi si è squarciato il velo. Apparentemente senza preavviso, in realtà il percorso deve essere stato lungo e tortuoso, di quelli impegnativi, che ti segnano per la vita. Ho guardato il mio amico Sergio Daricello durante il concerto di Laura Pausini e ho realizzato: capisci immediatamente chi sei se guardi le persone che hai intorno, quelle che formano la tua famiglia, quelle che ami. E lì, seduta sul divano a casa mia, ho capito. Sono messa malissimo. Non solo perché sono bionda, no. Soprattutto perché i miei amici sono uno più… peculiare dell’altro. Sulla carta, nulla da dire. Sergio Daricello è uno stilista emergente straordinario. Lo si trova su tutti i giornali, da Vogue in poi, ha una sua collezione, è art director di una casa di moda internazionale, un pedigree che vanta collaborazioni con nomi come Versace… Insomma, top. Continua a leggere

All’inseguimento dell’autostima perduta

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Che poi le tue amiche le cose le fanno a fin di bene. Mica ci pensano che un, due, tre, brasano anni di lavoro su te stessa e la tua autostima così, in due ore di “relax”. Quando la mia amica Milena è arrivata con il miglior sorriso del mondo a dirmi ‘Amu, andiamo in palestra da me. Ho un invito per te, due ore di relax tra sauna e bagno turco’ l’ha fatto per farmi passare qualche ora di puro benessere, lo so. Non pensava che quelle due ore mi costeranno un semestre di analista, se tutto va bene. Continua a leggere

Meditazioni di una Bionda, senza un risultato

Che a me piacciono le certezze. Non la routine, quella no. Mi annoio alla velocità del suono. Ma le certezze sì. Mi piace poter mettere un punto fermo e da lì costruire. Posso cambiare strada in ogni momento, l’ho fatto decine di volte, ma questo comporta il chiudere un capitolo e aprirne un altro.
Dopo la prima frase di questo post mi vengono in mente un po’ di persone che leggeranno: Continua a leggere

Paura del ‘noi’? Una bionda? Giammai!

Sono anni che scappo a gambe levate dal “noi”. A me terrorizza. L’idea di essere conglobata in un unico nucleo cellulare, di diventare una monocellula identificata con un ‘noi’ a me mette l’ansia. Ma quella vera, mica è un modo di dire. Mi fa mancare l’aria, mi fa stare male. Ho una paura folle di perdere la mia identità. Di perdere indipendenza, equilibrio, stabilità. Di entrare in una storia dove smetti di essere quell’esserino meraviglioso e speciale che vedi allo specchio tutte le mattine per diventare una tizia uguale a mille altre che non ha più diritto ad essere corteggiata, ascoltata, coccolata, amata; di diventare una qualunque che non riesce più a scegliere un vestito da sola (posto che adesso per scegliere il tubino nero giusto mando 3 whattsapp, 5 foto, 8 messaggi e faccio 2 telefonate.
Poi decido da sola, ma il confronto è salutare.) Continua a leggere

Elettroencefalogramma piatto. Idealmente, solo per una sera.

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Questa è una di quelle sere che vorrei spegnere i pensieri e andare a letto. Vorrei solo il divano, una tisana, un film romantico a lieto fine e niente altro. Elettroencefalogramma piatto.

Ma al cuor non si comanda, si sa. Si possono spegnere i pensieri, ma non sentimenti ed emozioni. Non le riflessioni. Quelle no, mai.

Ci è voluta un’amica, una di quelle persone che incontri per caso e ti entrano dentro. Persone normali, piene di difetti, piene di pregi, che in qualche modo diventano una parte di te e ti accompagnano. Continua a leggere

Fedeltà & pregiudizio ai tempi di una Bionda

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Io sono una fedele. Sempre e comunque. Posso vantarmi di non aver mai tradito. Mai. Nessuno. Quasi.

Credo che ognuno di noi abbia una paura predominante: c’è chi ha paura dell’abbandono, chi della morte, chi dei ragni. La mia più grande paura è sempre stata quella di essere tradita. Ho avuto qualche amico che ha dato il meglio di se e ha lasciato un paio di cicatrici tra le scapole, facendomi così scoprire che si sopravvive proprio a tutto, anche a quello. Si perdona, anche. Non si dimentica, quello no; però tutto sommato la vita va avanti e quando si arriva all’indifferenza si perdona anche. In un caso sono anche riuscita a ringraziarlo, quel tradimento. Senza, non sarebbero successe tante cose magnifiche. Senza, non sarei qui, adesso. Continua a leggere

Alice, ma tu ogni tanto impari qualcosa?

Io non lo so se questa storia che le bionde non sono sveglissime sia vera. Perché lo dicono tutti, ma poi mica c’è una prova scientifica. Secondo me è un po’ come la volpe e l’uva, tutti vorrebbero essere biondi e allora dicono che noi siamo scemi. Siamo solo speciali, come tutte le minoranze etniche. No, ok. Detto così fa scemo. Insomma, fa niente.

Di fatto, io sono bionda e non particolarmente sveglia. Inutile nascondersi dietro un filo d’erba, sembro sempre in grado di risolvere il mistero irrisolto del salto quantico con cuffia antitellurica e poi mi perdo in un bicchier d’acqua. Ecco, esatto. Mi perdo proprio. Continua a leggere